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Il laboratorio del marmo PDF Stampa E-mail
A cura di
PROMEX - Consorzio per la promozione del marmo Apuo-versialiano e ISTITUTO DEL MARMO Pietro TACCA di Carrara

Il marmo rappresenta da vari secoli, per l'insieme di attitudini materico-espressive, il materiale più congeniale per caratterizzare e immortalare i luoghi cimiteriali.
Il marmo ha da sempre affascinato l'uomo regalandogli un' ampia gamma cromatica e diversa consistenza e solidità, per i vari utilizzi nelle sculture e nelle decorazioni di pavimenti, muri e colonne.
Una pietra che ha fatto la storia, ideale per dare significato a palazzi, luoghi di culto e monumenti funebri.
Estratto in natura, il marmo si presta ad un ampio e variegato ventaglio di applicazioni per la straordinaria ricchezza espressiva della superficie e le tecniche di lavorazione. Chi non ricorda le superfici scabre del "non finito" michelangiolesco o le superfici vibranti, quasi vitree, dei corpi berniniani?
L'Italia vanta una gloriosa tradizione, basti ricordare le opere di Michelangelo, realizzate con il marmo estratto dalle cave di Carrara, sono conosciute in tutto il mondo.
Le cave di marmo di Carrara si trovano sulle Alpi Apuane, catena montuosa a cavallo tra le province di Massa Carrara e Lucca. Il marmo ricavato è una roccia metamorfica composta da cristalli di carbonato di calcio di dimensioni microscopiche. Il tutto originato da rocce preesistenti che, a causa di forti variazioni di pressione e/o di temperatura, hanno subito una modifica della struttura cristallina, trasformandosi in un tipo di rocce differenti.
Il paesaggio delle cave è quasi leggendario, le montagne brillano sotto la luce solare da sembrare innevate. Sì, perché la peculiarità dei marmi versiliesi è proprio il candore della superficie dall'aspetto quasi evanescente che ben si presta ad abbinarsi ad altri materiali come il bronzo e l'acciaio, con cui vengono realizzati oggi i complementi d'arredo delle tombe (vasi portafiori, porta-luminari, porta-ritratti ecc.).
Le essenze più conosciute sono lo "Statuario", la cui superficie di colore bianco è attraversata da delicate venature grigie e il "Bianco P.", candido e privo di impurità da sembrare quasi immateriale ed irreale.



Oggi all'uso di questi tipi di essenze si affiancano pietre e graniti per offrire all'architetto, allo scultore, allo scalpellino o al marmista, un'ampia gamma di colori e di superfici.
Le tecniche di lavorazione sono diverse: il taglio e la lavorazione della lastra si presta ai rivestimenti lapidei, alle cappelle e ai monumenti sepolcrali, mentre la tornitura rimane la tecnica più diffusa per realizzare colonne e supporti.
Nelle moderne aziende oggi si trovano macchine e attrezzature sofisticatissime in grado di estrarre, trasportare ed eseguire delle lavorazioni impensabili un tempo.
Ma il vero fascino del marmo è legato alle botteghe artigianali dove scultori e scalpellini si cimentano nella realizzazione di sculture e decorazioni. Restano ancora ad oggi uno straordinario contenitore di modelli, idee, soggetti e tecniche che si tramandano nel tempo.

 
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